
Il cibo e la funzione nutritiva veicolano, a partire dalla nascita, la soggettiva posizione del bambino nel rapporto affettivo con il suo contesto familiare.
La relazione del bambino, anche molto piccolo, con l'oggetto d'amore (la madre) e con l'ambiente familiare è quindi attraversata originariamente dal complesso intrecciarsi della dimensione affettiva con la funzione alimentare.
Da questa premessa risulta chiaro che il cibo e il comportamento alimentare veicolano dinamiche complesse, i cui riflessi positivi o negativi si possono ripercuotere sia all'interno delle relazioni intrafamiliari, sia direttamente nel rapporto del bambino con il cibo.
Su tale sfondo il cibo-latte inizia ad esistere per il bambino come oggetto affettivo, cioè come uno dei termini privilegiati del suo primitivo LINGUAGGIO privato con la madre e con l'intero contesto familiare.